Concluso il workshop del team di Energia per Fotografo 2024

Concluso il workshop del team di Energia per Fotografo 2024. Giorno 09 maggio, presso i locali della Creaworld, si è svolto il primo dei 5 workshop fotografici in programma. Per la realizzazione dello Still Life, la CWC presieduta da Livio Facciponte, si è avvalsa della collaborazione con l’associazione Energia. Per l’occasione, le artigiane creative dell’ass. rappresentate da Rosanna Calderaro, hanno offerto una serie di oggetti realizzati con del materiale riciclato. Ricordiamo che lo Still Life (o fotografia di prodotto) è un genere fotografico apparentemente facile con lo scopo di valorizzare l’oggetto. A portare i saluti dell’amministrazione è stato l’assessore Francesco Giordano rimasto entusiasta di come stiano proseguendo i lavori della CWC.

Fotografo 2024, concluso il workshop dello Still Life realizzato con l’associazione Energia

Spieghiamo cosa è lo Still Life in breve. Serve a ritrarre l’oggetto destinato alla vendita. Lo scopo è quello di valorizzare gli oggetti attraverso il corretto gioco delle luci e delle ombre, ritraendoli con dei contrasti chiaro scuro al fine di evidenziare i dettagli e le loro forme. Per questo motivo lo Still Life, viene inteso anche come Product Photography o Fotografia di Prodotto. Spesso si cade nell’errore di pensare che la statiticità dell’oggetto renda facille la realizzazione della foto ma così non è. Per effettuare questo genere fotografico, occorre avere una buona conoscenza della luce e delle ombre. Anche la scelta dello sfondo è fondamentale poichè deve essere semplice e monocromatico per non fare distogliere lo sguardo dell’osservatore dall’oggetto. Anche la composizione non è da sottovalutare, presentando l’oggetto pulito. In questo modo, con la pratica è possibile dare “vita” agli oggetti.

Fotografo 2024, concluso il workshop dello Still Life realizzato con l’associazione Energia

Come è stato realizzato il workshop? In questa prima prova, i neofiti sono stati suddivisi in gruppi di due. Sotto la guida del docente Francesco Signorino e di Livio Facciponte hanno realizzato due sessioni di scatto. Nella prima, i corsisti hanno messo in pratica le nozioni principali della fotografia, ovvero le impostazioni di ISO, Tempi di Scatto e Apertura del Diaframma. Inoltre, hanno imparato come gestire le luci e le ombre. Successivamente, i futuri fotografi hanno realizzato una sessione fotografando da soli. Carmelo Mulone, ha realizzato il backstage. Gaetano ricotta e la relatrice Concetta Monteleone hanno garantito il perfetto svoglimento della serata. Altro obiettivo del workshop è stato quello di far esprimere agli allievi il proprio estro artistico attraverso la ricerca del dettaglio degli oggetti da fotografare. Successivamente le opere fotografiche realizzate saranno eleborate al programma di Post-produzione Photoshop.

Fotografo 2024, concluso il workshop dello Still Life realizzato con l’associazione Energia

Perchè la collaborazione con l’Associazione Energia? La collaborazione di più associazioni è uno dei modi che consente di valorizzare il territorio. Inoltre, lo scopo è quello anche di sensibilizzare la collettività ad agire per non inquinare e, contestualmente, non alterare ulteriormente il territorio compromesso dal cambiamento climatico che ha causato notevoli disagi al proprio fabbisogno. Bisogna preservare al fine di evitare che la natura si riprenda ciò che ha offerto all’uomo.

Fotografo 2024, concluso il workshop dello Still Life realizzato con l’associazione Energia

Concluso il workshop del team di Energia per Fotografo 2024. I lavori procedono bene e con grande entusiasmo. Presto vi aggiorneremo con ulteriori notizie dei corsisti di “Fotografo 2024”.

Fotografo 2024, concluso il workshop dello Still Life realizzato con l’associazione Energia

Canicattì: Centro Culturale S. Domenico trasformato in una scuola per Fotografo 2024

Inizia Fotografo 2024 al Centro Culturale S. Domenico di Canicattì. Giorno 06/05/2024, nella splendida cornice del giardino del Centro Culturale San Domenico, si è svolto il primo dei 22 incontri di Fotografo 2024. Il progetto, creato dal Livio Facciponte e prodotto dalla Creaworldcom, per tutto il percorso didattico, avrà come docente, il fotografo Francesco Signorino. Fotografo 2024, giunto alla sua X° Edizione, dal 2016, anno in cui è stato lanciato per la prima volta, ha riscosso sempre un notevole successo. Oltre a insegnare l’arte fotografica, il percorso didattico ha trattato dei temi socio-culturali con lo scopo di valorizzare il territorio.

Come si è svolto l’evento? A dare il benvenuto, dando ufficialmente il via a questa attesa decima edizione, è stato Livio Facciponte, direttore esecutivo del master. Ai corsisti, provenienti da Canicattì e dalle zone limitrofe, è stato presentato lo staff della Creaworldcom e il programma che per due mesi li vedrà impegnati in un percorso didattico suddiviso tra teoria e prove pratiche, con la realizzazione di veri e propri set fotografici. L’obiettivo da raggiungere è arduo ma non impossibile. Durante la serata Carmelo Mulone, con la collaborazione del fotografo Giuseppe Lo Brutto, ha realizzato il backstage fotografico. Durante il master, Salvatore Caico, Concetta Monteleone, Lillo Locastello, Ausilio Signorino e Giovanni Marino, seguiranno costantemente il gruppo di neofiti affinchè possano riuscire a portare a termine il master nel migliore dei modi.

Chi è intervenuto nella manifestazione di apertura? Fotografo 2024 ha ottenuto, per la decima volta, il patrocinio del comune, rappresentato dall’Assessore Francesco Giordano, che ha esordito con queste parole: Il tema dell’inquinamento urbano, è un tema estremamente delicato. Con le opere fotografiche che i corsisti realizzaranno, l’amministrazione lancièrà una campagna di sensibilizzazione per dire “NO ALL’INQUINAMENTO“. Successivamente è intervenuto Baldassarre Saetta, presidente del Rotary Club di Canicattì, che costituisce lo sponsor ufficiale del master fotografico utile a pagare i reportage, con gli slogan contro l’inquinamento, che verranno affissi nei luoghi più vandalizzati della città. Anche l’artista locale Vincenzo Greco, ha voluto offrire il proprio contributo artistico, donando delle opere che per tutto il percorso didattico, saranno esposte nell’aula adibita alle lezioni.

Chi sono i futuri fotografi che partecipano a Fotografo 2024? Questi sono i nomi che parteciperanno a Fotografo 2024: Giuseppe Frangiamone, Miriam Di Ventura, Veronica Rita Rosso, Andrea Ferro Ingaglio, Sonia Sferrazza , Flavio Taibi, Victoria Piazza, Arianna Napoli, Desireè Loreto, Renato Vella, Grace Spina.

L’associazione ENERGIA di Canicattì, darà il suo contributo. Ultimo ma non meno importante, la CWC, per la realizzazione del genere fotografico Still Life, si avvalerà della collaborazione dell’associazione Energia, rappresentata dalla vice presidente Rosanna Calderaro e dall’artista Maria Lo Monaco. La creatività e l’utilizzo del materiale riciclato sono la fusione perfetta che permette di ridurre la possibilità di inquinare l’ambiente. Inoltre, consente di realizzare oggetti di vario genere utili nella vita quotidiana. Per questo motivo non potevamo non accettare questa collaborazione, affinchè potessimo dare anche noi il nostro piccolo ma grande contributo per combattere una piaga sociale di questo calibro. In questo modo, l’artista creativa Lo Monaco, a nome dell’associazione L’Energia, augura un buon lavoro ai corsisti.

Quali sono i pronostici di questa decima edizione? Alla domanda risponde il vice presidente Gaetano Ricotta. Giunti alla decima edizione, la Cwc darà il via al corso più completo mai realizzato. Gli obbiettivi di sempre saranno superati, anche perché il tema di questa edizione sarà il riciclo. Sarà un’edizione all’insegna della sostenibilità e i discenti saranno chiamati a fotografare e spiegare le bellezze e purtroppo le brutture del nostro territorio. Buon lavoro.

Carnival Shoot 2024 finisce con grande successo

Carnival Shoot 2024 finisce con grande successo. La prima edizione di questo evento fotografico, ideato da Livio Facciponte e prodotto dalla Creaworldcom, ha registrato il sold out. Con questa iniziativa ludico-sociale, la Creaworld ha voluto valorizzare ancora una volta il carnevale della città di Canicattì, con il patrocinio del Comune, per volere del sindaco Vincenzo Corbo. Il progetto è stato sponsorizzato dall’Unione dei Carristi, presieduta da Antonio Rinallo. L’evento, con la diffusione delle immagini attraverso l’uso dei Social come Facebook e Instagram, ha avuto lo scopo di invitare le famiglie della città e dei paesi limitrofi, a partecipare alla XXII edizione del Carnevale Canicattinese.

Come è stato organizzato il progetto? Su turni ben definiti, dal giorno 28 Gennaio al giorno 17 Febbraio, lo staff della Creaworld è stato impegnato a fotografare oltre duecento bambini. I piccoli protagonisti, vestiti con abiti carnevaleschi, sono stati fotografati da: Livio Facciponte, Carmelo Mulone, Giovanni Marino e Giuseppe Lo Brutto. Il tutto è avvenuto all’interno di una scenografia fantastica, realizzata dall’artista Lillo Lo Castello. La scenografia è adatta a tutti i tipi di travestimenti in quanto non rappresenta uno stile specifico.

Carnival Shoot 2024 finisce con grande successo

Come è avvenuta la fase dello scatto? In un’atmosfera colorata e piena di allegria, con un sottofondo musicale, i bambini, con una fascia di età compresa tra i 4 mesi e i 10 anni, sono stati modelli per un giorno. Ogni shooting, ha previsto la presenza di almeno due fotografi e in alcuni casi, anche di tre. Sono state effettuate numerose pose, utilizzando diverse inquadrature e diverse tecniche. Trattandosi di fotografia ritrattistica, sono stati realizzati il primo piano e il primissimo piano.

Carnival Shoot 2024 finisce con grande successo

Quali tecniche sono state adottate? Il corretto uso delle luci ha consentito di realizzare degli effetti particolari. Uno di questi è l’effetto Rembrandt (tecnica di illuminazione che prende nome dall’omonimo pittore olandese utilizzata nei suoi ritratti. Si basa su uno sfondo chiaroscuro caratterizzato dal contrasto di luci ed ombre). Nelle sessioni fotografiche, sono stati realizzati il backstage (a cura di Carmelo Mulone) e i video (realizzati da Gaetano Ricotta) al fine di condividere l’avanzamento dei lavori. Le famiglie, entusiaste di questa iniziativa, hanno avuto la possibilità di assistere alle sessioni fotografiche. In alcuni scatti, per ottenere la posa corretta dei piccoli protagonisti, i genitori dei bambini hanno collaborato con lo staff. La perfetta sincronia tra i soci Salvatore Caico e Concetta Monteleone, ha permesso lo svolgimento delle attività garantendo un servizio professionale e qualificato.

Carnival Shoot 2024 finisce con grande successo

Cosa sarà consegnato alle famiglie? Sarà distribuita una foto ricordo dell’evento, avente come soggetto il singolo bambino o in alternativa, la fotografia realizzata con la famiglia. La foto sarà consegnata gratuitamente nel formato 30×45. Su richiesta, sono stati realizzati degli scatti specifici. Saranno distribuiti insieme alla foto ricordo. Il montaggio è stato effettuato con maestria da Livio Facciponte.

Carnival Shoot 2024 finisce con grande successo

Dulcis in fundo: Ancora una volta, la dedizione nel raggiungere gli obiettivi prefissati, insieme al lavoro di squadra, sono stati la chiave per il successo. Presto, i genitori saranno contattati per ritirare le tanto attese fotografie. Insieme allo staff, potranno rivivere dei ricordi fatti di momenti di spensieratezza e allegria. Lo staff della CWC, ringraziando tutti coloro che hanno riposto in loro la fiducia per la realizzazione di questo evento, vi saluta con le prossime news.

Carnival Shoot 2024 finisce con grande successo

CARNIVAL SHOOT: 250 voucher ai bambini del Carnevale Canicattinese 2024

CARNIVAL SHOOT: 250 voucher ai bambini del Carnevale Canicattinese 2024. Manca ormai poco all’inizio della XXII edizione del Carnevale Canicattinese, in programma dal 10 al 13 febbraio e, per la prima volta, ci sarà un nuovo evento ad accrescerne il valore, chiamato CARNIVAL SHOOT 2024. Si tratta di una nuova idea della Creaworld, esattamente del presidente Livio Facciponte, patrocinata dal Comune di Canicattì e sponsorizzata dall’Unione dei Carristi del territorio rappresentati da Antonio Rinallo.

Cos‘è Carnival Shoot 2024? Il termine significa “Scatto di Carnevale” ed è un evento in cui verranno fotografati i bambini, vestiti in maschera, insieme alle loro famiglie, all’interno di una fantastica scenografia che raffigura un mondo surreale. Finita la sessione di scatto, sarà consegnata, gratuitamente, una fotografia dello shooting e sarà stampata in formato 30×45, con lo scopo di poterla pubblicare e promuovere il messaggio “Vieni al carnevale di Canicattì“.

CARNIVAL SHOOT: 250 voucher ai bambini del Carnevale Canicattinese 2024

A che servono i Voucher e come prenderli? Sono stati emanati 250 Voucher da consegnare ad altrettante famiglie, utili a ricevere la foto in regalo e per richiederli basta contattare il 380/7852624, oppure recarsi a Canicattì in Via Vittorio Emanuele 183. I voucher non possono essere consegnati senza prendere l’appuntamento fotografico perchè la scenografia è accessibile singolarmente e al fine di potervici accedere, bisogna scandire dei turni ben definiti.

CARNIVAL SHOOT: 250 voucher ai bambini del Carnevale Canicattinese 2024

Qual’é lo stile della scenografia? Eì una scenografia adastta a tutti i tipi di travestimenti, poichè non rappresenta un singolo stile ma è generica. Essa richiama il fantasy delle fiabe, della Walt Disney, ed è stata realizzata da Lillo Lo Castello. L’artista, ancora una volta, stupisce per come trasforma un’idea in qualcosa di concreto, facendo “viaggiare” il pubblico nella propria immaginazione.

CARNIVAL SHOOT: 250 voucher ai bambini del Carnevale Canicattinese 2024

Da chi sarà composto lo staff? I fotografi saranno: Livio Facciponte, Carmelo Mulone, Giovanni Marino, Giuseppe Lo Brutto e Ausilio Signorino. Gaetano Ricotta, Lillo Lo Castello, Salvatore Caico e Concetta Monteleone, intratterranno le famiglie nell’attesa della fine dei lavori. Durante le fasi dello scatto verrà realizzato anche un backstage al fine di condividere i lavori in corso d’opera e verrà condiviso sui canali social della produzione e del giornale periodico “VOCE PUBBLICA” che diffonderà le comunicazioni ,dell’organizzazione, tramite articoli di giornale e comunicati stampa. Vi ricordiamo che saranno donati massimo 250 voucher ai bambini del Carnevale Canicattinese.

CARNIVAL SHOOT 250 voucher ai bambini del Carnevale Canicattinese 2024

Canicattì: Presentata l’VIII edizione de “Il Parnaso, Premio Angelo La Vecchia, serata della Memoria

Canicattì: Presentata l’VIII edizione de “Il Parnaso, Premio Angelo La Vecchia, serata della Memoria. L’evento ha avuto luogo ieri sera, alle ore 19:00, presso il Centro Culturale San Domenico ed è stato coordinato dal Prof. Calogero La Vecchia con il contributo dell’Associazione Culturale Athena. Una serata dedicata alla cultura attraverso la poesia e realizzata in memoria del poeta parnasiano Pietro Greco, considerato tra i soci come uno degli arcadi maggiori. Un momento particolare della storia locale raccontato dal Prof. Gaetano Augello, pronipote dello scrittore. Tra il pubblico, accorso numeroso, in memoria del poeta parnasiano hanno partecipato le figlie Matilde, Dedè e Carmela con le nipoti. Commerciante di professione, Pietro Greco, chiamato per antonomasia il “vate”, amava camminare per la città con la matita e un pezzo di carta per scrivere in qualsiasi momento i suoi per raccontare la sua visione del mondo, definita pirandelliana.

Come si è svolto l’evento? L’evento di questa sera, è stato il primo dei tre incontri in programma. Durante la manifestazione, sono stati presentati i risultati generali del concorso e come ogni anno, nella sezione specifica dedicata alla proclamazione delle Menzioni Speciali, sono stati ricordati anche altri personaggi che hanno lasciato il proprio segno nella vita culturale e sociale della città. Si ricordano l’Avv. Giuseppe Alaimo, fondatore del settimanale “la Torre, il Prof Giuseppe Jannuzzo, fondatore e direttore della rivista “Agrigentini in Italia e nel mondo; il Prof Antonio Scrimali, sindaco della città di Canicattì; il Dott Vittorio Pantalena, medico e presidente della “Fortitudini Agrigento, l’On. Giovanni Guarino Amella, personaggio politico e fondatore dell’omonima fondazione e Mamma Maria, simbolo delle donne e delle mamme. Infine, un ricordo particolare è stato rivolto alla poetessa Maria Rita Cavaleri, recentemente scomparsa, che ha partecipato a diverse edizioni del Premio Parnaso. 

Cosa è il concorso Poesia Premio Angelo La vecchia? Nasce con lo scopo di divulgare attraverso la lingua internazionale della poesia, l’anima secolare dell’Accademia del parnaso canicattinese, utilizzando la satira politica del tempo per raccontare i vizi e le debolezze del popolo. Tra gli arcadi che ne hanno esaltato l’importanza dell’accademia, oltre al Prof. Angelo La Vecchia, saggista e scrittore teatrale locale, vanno ricordati Leonardo Sciascia, Luigi Pirandello e Ben Gazzara. Il concorso, è composto da diverse sezioni e tre di queste, sono organizzate con la Crimea, il Daghestan e la macedonia. Dalla V edizione in poi, è stata dedicata anche agli alunni della scuola dell’obbligo.

Rissa sfiorata a Castrofilippo per la sagra della cipolla (VIDEO)

Rissa sfiorata a Castrofilippo per la sagra della cipolla (VIDEO). Il fatto è avvenuto venerdì sera, in una traversa del Viale Bonfiglio, la strada principale dove ogni anno viene celebrata la sagra della cipolla. Il tempestivo intervento delle forze dell’ordine ha evitato che si potesse generare una violenta lite, riuscendo a ripristinare l’ordine. Di seguito potete vedere il video.

Rissa sfiorata a Castrofilippo per la sagra della cipolla (VIDEO)

Quali potrebbero essere state le cause? Da quanto ci è dato sapere (ma non vi è nulla di certo), come spesso succede in queste occasioni, il nascere della lite sarebbe stato provocato da una parola di troppo dovuta, probabilmente, all’eccesso di alcool. La fortuna ha voluto che il diverbio non ha avuto nessun tipo conseguenze. Potete immaginare benissimo cosa sarebbe potuto succedere se i passanti coinvolti sarebbero passati alle mani.

Cosa si consiglia? In questo genere di occasioni (e non solo) è sempre opportuno evitare di arrivare all’eccesso, al fine di rovinare un evento passato in allegria, tra amici e parenti.

Uva: caratteristiche e proprietà

Uva: caratteristiche e proprietà. Le origini dell’uva sono molto antiche e in base alle civiltà in cui era coltivata, veniva consumata o, addirittura, usata come oggetto ornamentale. Infatti, la storia tramanda che nelle tavole aristocratiche dell’antica Roma, il succo dei suoi acini era prelibato e per la sua dolcezza, era considerata come la frutta del piacere. Invece, nell’antica Grecia, il grappolo d’uva veniva usato come oggetto ornamentale riponendolo sui capi delle ninfee, degli dei e degli eroi. È doveroso ricordare anche che il grappolo d’uva, nel corso della storia, è stato spesso l’oggetto di diverse opere artistiche e come allora, oggi è soggetto di molte opere fotografiche. In Italia, la diffusione di questo nettare degli dei, comincia a diffondersi dopo il 1860, anno che afferma L’Unità del bel paese. In questo periodo si comincia a distinguere i tipi di uva destinati alla produzione del vino da quelli usati per il consumo gastronomico. Nel nostro paese, dopo la prima guerra mondiale, trova enorme consenso come uva da tavola, facendo dell’Italia stessa come uno principali produttori al mondo, soprattutto nelle zone del sud, dominando il mercato europeo insieme alla Francia e alla Spagna. 

Uva: caratteristiche e proprietà
Fotografia di Filippo Passarello.

Quale è il nome da cui deriva e come è formata? Questo dolce prodotto è il frutto della pianta chiamata Vitis vinifera (meglio conosciuta con il nome di vite) e appartiene alla famiglia delle Vitacee. Il grappolo è composto da un insieme di bacche (o acini) conosciuti anche come chicchi. Non è facile trovare un collocamento storico in merito alla sua produzione ma alcune fonti rivelano che sia riconducibile a 60milioni di anni fa. Si dice che il primo esemplare di vite sia stato prodotto tra l’Asia occidentale, l’Europa e l’Africa settentrionale. La vite è un arbusto rampicante che ha un andamento ondulatorio ed è composto da pochissime ramificazioni. I rami sono grigi o marroni, in base all’età della pianta. Le foglie, chiamate in botanica pampini, sono picciolate e lisce, con un lembo che, a sua volta, può essere intero, trilobato o pentalobato (tre o cinque lobi) e si sviluppano in base al porta innesto. Durante la primavera, il colore è verde mentre con l’arrivo dell’autunno, a causa della perdita della clorofilla, diventano gialle e poi rosse. I fiori, invece, inizialmente sono raggruppati in infiorescenza e assumono la forma di una pannocchia. Successivamente assumono una forma piccola e di colore verde, ramificato in asse laterali. Il suo frutto, quindi l’uva, altro non è che una bacca dal colore variabile in base alla specie. Tuttavia, il colore stesso acino d’uva dipende non solo dalla specie ma anche dalle condizioni climatiche e dall’esposizione al sole, essendo la vite una pianta eliofila (appunto che deve essere esposta al sole). Infine, la buccia, chiamata cuticola è verdastra e sottile. 

Uva: caratteristiche e proprietà
Fotografia di Tommaso Latina.

Ci sono altri dettagli che occorre sapere sugli acini? Questi sono raggruppati in grappoli che possono essere diversi per peso e dimensioni e hanno una forma conica, piramidale o cilindrica, tutto in funzione della varietà. Il rametto del grappolo si chiama raspo o rachide e si ramifica su diversi pedicelli o racimoli. Inoltre, gli acini, al loro interno possono contenere alcuni semini. L’assenza dei semini al loro interno è una caratteristica di alcune varietà come quella sultanina. 

Quali sono le specie di uva? Esistono circa 8000 varietà di cui solo una piccola parte ( si stima 1600 unità) sono coltivate in zone temperate. Tra queste, la più diffusa per la qualità dei suoi frutti, è senz’altro la sopra citata Vitis vinifera. E’ divisa in due specie: Vitis vinifera silvestris o boschiva ( presenta in Europa da millenni) e la Vitis vinifera sativa che è quella più coltivata al mondo. La Vitis labrusca, anche se è una varietà tipica dell’America, è ugualmente coltivata in Italia come uva da tavola. Per quanto riguarda l’uva usata per la produzione del vino, la buccia è più spessa caratterizza da una polpa molto succosa è tenera. Tra queste, troviamo l’uva bianca, quella nera e quella rossa. La prima ha un colore dorato dovuto alla presenza dei flavoni. La nera è scura perché nella composizione chimica su trovano gli antocianosidi. In ultimo ma non meno importante, quella rossa assume questo colore per la presenza dei pigmenti antocianosidi negli acini. 

Uva: caratteristiche e proprietà
Fotografia di Franco Sciacchitano.

Quali sono le sue proprietà nutrizionali? Ha numerose proprietà ed oltre essere un ottimo alimento, l’uva viene impiegata anche nel settore fitoterapico e cosmetico. È dissetante, purificante e nutriente e data la sua dolcezza, è sconsigliato il consumo a chi soffre di diabete. Inoltre, a causa della cospicua presenza di cellulosa, non è facilmente digeribile per i bambini al di sotto dei 4 anni. Viene utilizzato per curare e alleviare la presenza di emorroidi e per l’insufficienza venosa delle gambe. Ancora, viene impiegato nei casi di flebite e per i disturbi derivanti dalla menopausa. Anche le foglie, se usate correttamente (sempre e comunque sotto la guida di un esperto), possono essere un ottimo rimedio naturale. Infatti, gli anti cianosi di presenti in esse, servono ad aumentare la resistenza dei capillari. Inoltre, la presenza dei Proantocianidoli rafforzano l’attività angioprottettiva (ossia la capacità di proteggere i neuroni dai processi neurodegenerativi). Anche la radice della vite consente di curare alcuni problemi. Questa contiene il resveratolo che è una sostanza atta a prevenire le malattie cardiovascolari perché migliora la fluidità del sangue, oltre ad avere proprietà antinfiammatorie. Sono presenti anche: 

  • i polifenoli che contribuiscono a mantenere elastica la pelle. 
  • I sai minerali sono diuretici e servono per la formazione dell’emoglobina per stimolare la secrezione della bile e favorire la digestione. 

Infine, il nettare di bacco è anche lassativo e depurativo e consente di ridurre il colesterolo cattivo favorendo l’innalzamento di quello buono. Tra gli estratti, occorre ricordare il succo d’uva purché sia bevuto fresco, favorisce la digestione. 

Uva: caratteristiche e proprietà, variegato nei colori in base alla varietà, dolce e succoso per un palato attento al gusto prelibato.

L’immagine di copertina è stata realizzata da Filippo Passarello.

Colibrì: caratteristiche e simbologie

Colibrì: caratteristiche e simbologie. Questi uccellini, tecnicamente chiamati col nome di Trochilidae, sono i più piccoli al mondo e sono originari del continente americano. Esistono più di 330 specie e fanno parte della famiglia Apodiformes. Prima della diffusione delle api in Europa, sono stati per i fiori, i principali impollinatori.

Quali sono le sue caratteristiche? La specie più piccola si chiama Mellisuga Helenae e ha una lunghezza di 5,7 cm con un peso pari a circa 1,6grammi. Quella più grande si chiama Patagona gigas, con una misura pari a 21 cm ed un peso di circa 20 grammi. Invece, la specie più comune che è presente nel Nord America, si chiama Archilochus colubris e misura quasi 8 cm con un peso di circa 3 grammi. In media, i colibrì possono vivere fino a 15 anni e nelle stagioni fredde migrano nelle zone più calde. La caratteristica principale del colibrì è quella dei colori molto forti e accesi delle sue piume che si ritrovano per lo più nelle specie maschili. Negli esemplari femmina, i colori sono meno sgargianti ma comunque belli da osservare. La caratteristica di questi colori, come si può pensare, non dipende dai pigmenti presenti nelle piume ma dai raggi del sole che diffondendosi sul loro corpo, creano degli effetti cromatici. Questa particolarità conferisce ai colibrì la capacità di mimetizzarsi con l’ambiente circostante per sfuggire dai predatori, primi tra tutti i serpenti. Un altro elemento distintivo che determina le differenze tra le varie specie è il becco (che può essere usato anche come arma di difesa). Per la tipologia di quest’ultimo troviamo le seguenti specie: 

  • Ensifera ensifera conosciuto come colibrì spada che ha il becco lungo quasi quanto il corpo. 
  • Ramphomicron microrhinchum che ha un becco ricurvo ( come la specie Eutoxeres) lungo 5mm.
  • La specie Avocettula Recurvirostris ha, invece il becco curvato verso l’alto. 
Colibrì: caratteristiche e simbologie

Proprio la peculiarità del becco consente ad ogni specie di colibrì di andare a prelevare il nettare da specifici fiori che, a loro volta, hanno un tubo a forma di corona che, durante la fase dell’ impollinazione consente di adattarsi l’uno all’altro e viceversa. 

Quali sono le altre sue caratteristiche? Alcuni si nutrono di insetti e devono mangiare tutto il giorno per avere la giusta dose di energia. Tuttavia a causa della pioggia, fenomeno atmosferico per il quale molti fiori si chiudono, la maggior parte dei colibrì si nutrono di meno e quando la pioggia risulta essere incessante, muoiono per mancanza di cibo. Durante la notte il colibrì si riposa e per risparmiare energia, aumenta il proprio metabolismo abbassando la temperatura corporea di circa 8/10 gradi. A proposito del suo volo, il colibrì, ha un battito d’ali molto veloce ed è l’unico che può andare anche indietro. L’uccellino dalle piume colorate vive in diverse zone, sia nel deserto che in zone fredde oltre alle foreste pluviali e diverse zone umide. Infine, per quanto riguarda la sua riproduzione, il colibrì produce in due giorni, due uova. Una volta nati, i piccoli vengono nutriti per circa 4 settimane dalla madre, almeno 140 volte, di nettare e insetti. Spesso i piccoli vengono lasciati incustoditi diventando facile preda di rapaci, gatti e serpenti. 

Cosa ha rappresentato per gli antichi popoli? È un migratore ed è in grado di percorrere notevoli distanze e durante i suoi tragitti, altrettanti ostacoli, ragion per cui è considerato come il simbolo della perseveranza e del coraggio. Per le popolazioni americane, la storia narra che il Trohilidae incarnasse uno spirito in grado di aiutare le persone in difficoltà. Sempre per le civiltà americane, per il suo volo tanto veloce quanto aggressivo, rappresentasse l’incarnazione del Dio Sole e dei guerrieri morti in battaglia. Invece, il popolo azteco, per la forte venerazione nei confronti di questo uccellino, costruirono un tempio in suo onore. Ancora, per gli Hopi, poiché era in grado di far germogliare le piante, era, contestualmente capace di preservare l’umanità dalla fame. Inoltre, poiché è sempre alla ricerca del nettare, in passato auspicava che l’uomo riuscisse a vivere con leggerezza cogliendo solo le cose belle che la vita potesse offrire. Con un battito di ali che varia da 10/15 a 80/90 battiti al secondo e con un movimento delle ali che disegna il segno di infinito, invita ad accogliere il nuovo per il vecchio indicando un ciclo di vita eterno. Inoltre, le tradizioni narrano che se si arriva a sognare il colibrì o quest’ultimo “prova” una simpatia per un individuo, significa che è uno spirito guida che invita a dedicarsi alla coltura delle piante a scopo terapeutico. Non a caso, nei momenti di tristezza, si dice che l’uccellino dalle piume colorate ricorda che i desideri possono essere realizzati se si vive con coraggio e mantenendo uno spirito positivo. 

Colibrì: caratteristiche e simbologie di un essere tanto piccolo quanto suggestivo per la bellezza dei suoi colori. Ammirare la natura è anche questo e conoscerla serve a preservarla.

L’immagine di copertina è stata realizzata dal fotografo Sandro Argenti.

Tecnica fotografica: come realizzare il primo piano di un ritratto

Tecnica fotografica: come realizzare il primo piano di un ritratto. Realizzare un ritratto è “l’obiettivo” principale che qualsiasi fotografo vuole raggiungere. Si dice che lo sguardo è il ritratto dell’anima e in questo genere fotografico, mettere a fuoco gli occhi è il primo passo da fare per riuscire ad ottenere un scatto d’autore. Il primo piano è un’inquadratura che può essere applicata anche nella fotografia di prodotto, nella fotografia architettonica, nel ritratto animale e nella macrofotografia. Nel caso specifico in cui il soggetto sia una persona, prima di vedere nel dettaglio quale è la tecnica corretta che serve a realizzare un primo piano, è doveroso precisare che esistono altre forme di inquadratura. Di seguito vediamo quali. 

Tecnica fotografica: come realizzare il primo piano di un ritratto
Fotografia di Henk Veldhuizen.
  • Figura intera (PI);
  • Piano Americano (PA) dove l’inquadratura parte da metà coscia in su e questa è l’inquadratura usata per fotografare due o più soggetti, dando loro una certa libertà di espressione e movimento. 
  • Piano Medio (PM) o mezzo busto, in cui il soggetto viene fotografato dalla vita in su. In questo caso, è più stretta sul soggetto e che garantisce al soggetto una certa libertà del movimento. 
  • Primissimo Piano (PPP) dove la parte ad essere fotografata è un dettaglio del soggetto come ad esempio gli occhi. 
  • Primo Piano (PP) che consiste nel riprendere il viso fino alle spalle. 
Tecnica fotografica: come realizzare il primo piano di un ritratto
Fotografia di Dino Bonasso.

Perché realizzare un primo piano? Serve a descrivere un’emozione e raccontarla, in grado di raggiungere gli occhi dell’osservatore, utilizzando le espressioni del viso. In questo tipo di inquadratura, è fondamentale trovare la giusta sintonia con il soggetto (chiunque egli sia e può essere adulto o piccino, gentil sesso o uomo) e trovare la giusta empatia, consente di evitare che le foto risultino banali. Occorre cercare di mettere a proprio agio il vostro partner per rendere tutto più semplice e allo stesso tempo divertente. In ultimo ma non meno importante, si consiglia di rivedere il lavoro svolto durante le fasi dello scatto dato che si è a tu per tu con il soggetto ed esiste la possibilità di ripetere lo scatto. Ciò serve ad evitare di trovare sgradite sorprese in fase di post-produzione. 

Tecnica fotografica: come realizzare il primo piano di un ritratto
Fotografia di Sara Amadori.

Come realizzare quest’inquadratura? Uno scatto d’autore, per definirsi tale, a volte, ha bisogno non solo del soggetto ma anche di uno sfondo particolare. In alcuni casi, la scelta di uno sfondo rispetto ad un altro, può fare la differenza e affinché ciò accada, occorre trovare il corretto bilanciamento tra soggetto e sfondo stesso, anche attraverso una corretta composizione. Ad esempio, con l’ausilio di un obiettivo zoom è possibile regolare le dimensioni dello sfondo senza alterare quelle del soggetto aumentando la distanza dallo sfondo stesso. Ciò può succedere anche regolando l’altezza dello scatto. In base al punto di vista dal quale si decide di fotografare, è possibile “regolare” le loro distanze, evidenziando più o meno i dettagli, tutto in funzione della fotografia da realizzare. 

Tecnica fotografica: come realizzare il primo piano di un ritratto
Fotografia di Maurizio Scianni.

Quali sono gli altri fattori da considerare? Un altro elemento da non sottovalutare è l’illuminazione che varia da scatto a scatto. Di seguito vediamo quali sono:

  • Luce d’effetto (kicker light) che deve essere più potente della luce principale con la quale va abbinata. È da usare principalmente con uno sfondo scuro perché da tridimensionalità alla composizione delineando i contorni del soggetto. Più è angolata è migliore sarà il contrasto tra luci ed ombre. 
  • Luce di sfondo ( background light) che viene utilizzata per fotografare i soggetti scuri su sfondi scuri dando tridimensionalità alla foto. 
  • Luce frontale che serve a NON evidenziare imperfezioni della pelle e si ottiene posizionando la luce principale di fronte al soggetto pista leggermente in alto, per distribuire in maniera uniforme le ombre su entrambi i lati. Inoltre, puntandola dall’alto verso il basso, si ottiene la luce cinematografica che serve a riprodurre un effetto molto naturale. 
  • Luce loop che si ottiene impostando la luce principale abbassandola di 45 grado rispetto al soggetto per creare delle ombre dando tridimensionalità al soggetto senza stravolgere i suoi lineamenti. 
  • Effetto Rembrandt (che si basa su uno sfondo chiaro scuro caratterizzato dal contrasto di luci ed ombre ed è una tecnica riprodotta nel Ritratto e nello Still life, dando all’immagine un effetto tridimensionale).
Tecnica fotografica: come realizzare il primo piano di un ritratto
Fotografia di Franco Cresto.

La posa è importante? Certamente,  soprattutto nel caso in cui si vuole trasmettere qualcosa. Far muovere il soggetto, dandogli libertà di movimento è importante poiché consente di cogliere determinati aspetti che una posa fin troppo statica non valorizzerebbe. In questi casi, NON bisogna dimenticare che la posa del soggetto deve essere il più naturale possibile e durante la fase dello scatto, la schiena e le spalle devono essere rilassate, evitando varie ed eventuali curvature che possono rovinare l’effetto finale. In questi casi si può fare avvicinare il modello all’obiettivo della reflex, (cogliendo la spontaneità dell’espressione) oppure farlo appoggiare al muro, o ancora farlo sedere facendo tenere sempre la postura adatta. 

Tecnica fotografica: come realizzare il primo piano di un ritratto
Fotografia di Manoy Yadav.

Come impostare la macchina fotografica? È sempre consigliato scattare in formato RAW al fine di facilitare eventuali correzioni in fase di post-produzione con l’aiuto di Photoshop. Per lo più si tratta di ritratti al chiuso e per questo, in base all’intensità delle luci complementari e al tipo di scatto da realizzare, è opportuno impostare i valori dell’ISO su valori non superiori ad 800 (in base anche al tipo di macchina fotografica con la quale si realizza il servizio). È normale che inferiore sarà l’ISO è migliore sarà la qualità della fotografia. Valore che comunque deve essere rapportato in funzione del diaframma f e dei tempi di scatto s. Se invece si decide di realizzare un servizio all’aperto, si consiglia di farlo nelle prime ore del mattino o nel tardi pomeriggio per avere a disposizione la giusta luminosità. Il diaframma, può essere più o meno aperto, con valori da f/3,5 a f/8. Più è aperto e più lo sfondo sarà sfocato, creando l’effetto Boke (che consente di concentrarsi sul soggetto, sfuocando lo sfondo). Infine, come tempi di scatto, generalmente si può optare da 1/80 a salire fino ad un valore di 1/320, sempre in funzione della luce che si ha a disposizione e se il soggetto si muove o meno ( più il tempo è veloce, minore sarà la luce).

Tecnica fotografica: come realizzare il primo piano di un ritratto
Fotografia di Abhilin Kundu.

Quale obiettivo usare? È possibile usare il grandangolo ma senza aprire troppo il diaframma f (troppo aperto deforma il soggetto). È possibile usare un teleobiettivo che consente di scattare da più lontano con il quale si può decidere di ritrarre il volto soggetto con o senza sfondo e che può essere diviso in:

  • 24/120 (tutto fare) per le full frame;
  • 18/105, 18/140 per le mezze formato.

Per avere una migliore qualità è possibile usare anche gli obiettivi a lente fissa che a loro volta si suddividono in:

  • 85 mm e 50 mm per le pieno formato;
  • 35 mm le APS-C.
Tecnica fotografica: come realizzare il primo piano di un ritratto
Fotografia di Threeelements

In ultimo ma non meno importante, è possibile utilizzare anche l’obiettivo macro che consente di ottenere un’elevata nitidezza dell’immagine. Attenzione ad usarli perché servono a risaltare i dettagli ed è possibile evidenziare i difetti della pelle. Questi tipi di obiettivi si dividono in:

  • 40 mm per le mezze formato;
  • 85mm e 105 mm per le full frame.

Realizzare il primo piano di un ritratto occorre molta pratica ma quando si decide di fotografare con il cuore, con l’immagine ben definita nella mente, si è prossimi a realizzare uno scatto d’autore perchè è la propria anima che si esprime attraverso il soggetto. Buona luce.

L’immagine di copertina è stata realizzata dal fotografo Henk Veldhuizen.

Ficus carica: il frutto simbolo dell’abbondanza e della fertilità

Ficus carica: il frutto simbolo dell’abbondanza e della fertilità. Oggi, questo frutto è conosciuto con il nome di fico ma ha origini molto antiche, ritenendo che sia originario dell’Asia Minore. È una pianta xerofila perchè per vivere, ha bisogno di un clima caldo e temperato e per la sua coltura, è preferito un terreno argilloso e sabbioso. Infatti, se la temperatura arriva sotto i 10  gradi, c’è il rischio che muoia. Di seguito potete vedere le caratteristiche di questo particolare frutto colmo di tantissimi semini.

Quando nasce e come è formata la pianta del Ficus Carica? Per la facilità della sua produzione, sembra che sia stata la prima pianta ad essere coltivata dall’uomo nella Mezzaluna Fertile 11000 anni fa e che, grazie al popolo dell’antica Roma che lo avrebbe diffuso nel Mediterraneo, oggi la pianta del fico viene prodotta in Spagna, Turchia e in Italia. L’albero del Ficus Carica appartiene alla famiglia delle Moracee ed è una specie arborea. Di questa specie, a sua volta, esistono due varietà: la pianta domestica chiamata Ficus Carica Sativa ( fico vero o femmina) e quella selvatica chiamata Ficus Carica Caprificus (pianta maschio). Generalmente hanno un’altezza che varia da 6 a 10 m. La corteccia del tronco è ruvida e grigia ed è ricoperta da squame verdastre. Le foglie sono verdi e grandi e presentano o 3 lobi (trilobate) o 5 (pentalibate). In base al periodo della fioritura i fichi si dividono in:

  • Fioroni o primaticci che maturano tra giugno e luglio;
  • Forniti che maturano tra agosto e settembre;
  • Tardivi che si trovano in autunno.
Ficus carica: il frutto simbolo dell’abbondanza e della fertilità
Fotografia di Tommaso Latina.

Tuttavia, il fico è considerato come un falso frutto perché è un siconio ovvero un’infruttescenza carnosa e dolce, dalla buccia dal colore vario. All’interno si trovano i fiori di dimensioni piccolissime. Il vero frutto è l’acheno (semini) piccolissimo nelle dimensioni e presente in una grande quantità (circa 600), caratterizzato da una polpa molto dolce. Il fico può essere consumato sia fresco, appena raccolto che essiccato. In questa fase, che è molto usata nel sud Italia, è un’ottima tecnica di conservazione del frutto e una volta raccolto, lo si deve fare essiccare al sole, con l’aiuto di alcuni trattamenti naturali o chimici.

Perché viene identificato come simbolo dell’abbondanza e della fertilità? Dai tempi dei popoli della Grecia classica, questo frutto è stato molto apprezzato per il suo sapore dolce e per le sue proprietà nutrizionali (che vedrete in seguito), oltre che essere considerato come simbolo dell’abbondanza e della fertilità. Addirittura si narra (ma non vi è certezza alcuna) che nel giardino dell’Eden, fosse il frutto proibito mangiato da Adamo ed Eva perché una volta compiuto il misfatto, si coprirono intrecciando foglie di fico. Nella mitologia greca , si dice che Gea (la dea della primordiale della terra), per sfuggire da Giove, si nascose tra i fitti rami di un albero di fico creato apposta dal figlio titano Siceo. Ancora, Platone, era consumatore del frutto secco ed il suo consumo veniva usato per curare la balbuzie nei bambini. Anche nell’antica Roma, l’albero di fico, come l’Ulivo e la vite, era considerato sacro. Oltre ad essere la pianta delle origini della città di Roma, il frutto del fico veniva consumato come antipasto condito con sale e aceto. Inoltre, l’accostamento al fattore afrodisiaco proviene dal fatto che secondo la scuola Medica Salernitana, il ficus provocasse lo stimolo venereo anche a coloro i quali non fossero predisposti. Infatti la medicina tradizionale vedeva che i semini, 600 in tutto, prosperassero la fertilità durante la luna crescente, momento in cui le coppie che non potevano avere figli, ponevano sotto i cuscini i fiori di questo frutto.

Quali sono le sue proprietà nutrizionali? Nell’antichità, in mancanza dello zucchero, il consumo di questo dolcissimo frutto, garantiva un alto fabbisogno energetico. Per questo motivo, la storia narra che Plinio il Vecchio, suggerisse ai giovani di nutrirsene. Platone, invece, che fosse utile a rinvigorire la mente. Oggi, il fico, per le sue capacità nutrizionali e per le sue proprietà benefiche, viene usato nella fitoterapia, poichè contiene carboidrati, fibre, proteine, sali minerali, potassio, ferro e vitamine antiossidanti. Inoltre, essendo ricco di zucchero, di fibre, di vitamine e di sali minerali quali il calcio ed il ferro, favorisce la digestione e permette di aiutare a curare la raucedine ed il catarro. Inoltre, contiene le seguenti proprietà: emollienti ed espettoranti; rimineralizzanti, bechiche ( per alleviare la tosse); disinfettanti e antinfiammatorie per il cavo orale; il lattice (ricavato dai frutti acerbi) serve ad attenuare il dolore in caso di puntura da insetto, oltre a curare i porri e le verruche (da usare solo sulle parti interessate, perchè come controindicazione può irritare la parte di pelle sana).

Quali sono invece le controindicazioni? Non ne esistono alcune in particolare ( ma è sempre rivolgersi ad un esperto), è sconsigliato l’abuso a chi soffre di diabete o a chi problemi di insulina, per l’eccessiva presenza dei sopracitati zuccheri. Inoltre, poiché la presenza di ossalati è elevata, si consiglia di non abusarne per evitare la formazione di calcoli o a chi ha problemi di reni e cistifellea. Inoltre, in passato, si è pensato che il consumo del fico fosse adatto a favorire l’abbronzatura ma utilizzando il lattice sulla cute prima dell’esposizione al sole, può risultare irritante per la pelle, incombendo anche in ustioni gravi.  Infine, in alcuni soggetti, il semplice contatto con le foglie può risultare urticante. In questo caso si consiglia di sciacquare la pelle con dell’acqua fresca e stare all’ombra per qualche ora.

Ficus carica: il frutto simbolo dell’abbondanza e della fertilità, dolce e carico di semini per intensificare il gusto “rinvigorendo” gli intensi attimi di intimità.

L’immagine di copertina è stata realizzata dal fotografo Tommaso Latina.