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Fotografia: la sfocatura del Bokeh

Fotografia: la sfocatura del Bokeh. Il termine Bokeh deriva dal vocabolo giapponene “Boke” 暈け o ボケ che significa sfocato. Tale effetto è quello probabilmente più usato dai fotografi nella ritrattistica ma di norma è usato per mettere in risalto il particolare concentrandosi sul soggetti, sfocando il contorno. In poche parole, il Bokeh è la qualità piacevole o estetica della resa confusa non a fuoco in una foto. Per applicare l’effetto Bokeh bisogna lavorare sull’apertura del diaframma e varia dall’uso dell’obiettivo. Più si apre il diaframma più la profondità di campo diminuisce e di conseguenza i dettagli fuori fuoco sono minori. Quindi lo sfocato risulta molto “morbido” a grandi aperture e viceversa più “duro” a piccole aperture del diaframma. In parole semplici, per ottenere  il Bokeh, bisogna lavorare con un diaframma pari a f/4 a scendere. Questo effetto, strutturalmente dipende dalla sfericità della lente delle ottiche che convergono i fasci luminosi dello sfondo e/o ( più sono vicini all’asse centrale, più sono a fuoco) del soggetto in base all’apertura o meno del diaframma stesso. Invece più i raggi sono diagonali e più è sfocato l’oggetto dal quale provengono. Questo fenomeno prende il nome di aberrazione sferica. Infatti chiudendo il diaframma si rende in pratica l’obiettivo meno sferico e quindi il fenomeno dell’aberrazione e dello sfocato si riduce drasticamente. E’ da precisare che in questo effetto la sfumatura degli oggetti sfocati è direttamente legata alla correzione dell’aberrazione sferica che viene effettuata dagli obiettivi stessi: sotto correggendo, lo sfondo “più vicino” sarà più nitido, mentre il resto sarà sfocato in maniera graduale. Sovra correggendo, avremo il primo sfondo più sfocato. Occorre precisare che per quanto banale potrebbe risultare, occorre precisare che l’effetto Bokeh oltre a mettere in risalto il soggetto, serve a nascondere uno sfondo poco gradevole all’ occhio umano, isolando il soggetto “catturando” l’attenzione all’occhio dell’osservatore. Spiegata questa piccola prefazione sull’uso del diaframma, per ottenere lo sfocato bisogna mettere a fuoco il soggetto “puntando” la messa a fuoco sugli occhi se è un animale o una persona o sulla parte interessata dell’ oggetto. Di seguito qualche piccola norma per applicare l’effetto Bokeh:

  • Se la profondità di campo è breve e non si riesce a mettere a fuoco entrambi gli occhi, bisogna focalizzarsi su quello più vicino.
  • Posizionare il vostro soggetto quanto più lontano possibile dallo sfondo. Più questo è “solitario” tanto più marcato sarà l’effetto bokeh finale: gli oggetti lontani vengono sfocato molto più di quelli vicini.
  • Evitare anche di avere uno sfondo disomogeneo. Uno sfondo “piatto” è decisamente più efficace, soprattutto in situazioni in cui non riuscite ad allontanarlo troppo dal soggetto.
  • Massima apertura focale poichè più l’apertura è ampia, più sarà la differenza di messa a fuoco tra il vostro soggetto ed il resto. Area della foto: non modificatela (allargandola o restringendola) con lo zoom, quest’ultimo vi serve per l’effetto bockeh.
  • E’ consigliato “zoommare” al massimo possibilità che può essere colmata con i teleobiettivi poichè accentua la differenza di messa a fuoco tra soggetto e resto. Tuttavia con un 18-105 standard alla massima lunghezza (e massima apertura) si ppuò ottenere un ottimo risultato.
  • Area della foto: Muovetevi, avvicinatevi o allontanatevi dal vostro soggetto senza ingrandire o modificare la foto.

Le lenti a ottica fissa sono l’ideale per realizzare l’effetto Bokeh, essendo lenti più luminose. Di seguito qualcuna di queste.

  1. Obiettivo NIKON AF-DX 35mm f/1.8 G 
  2. Obiettivo NIKON AF- S 50mm f/1.4 G
  3. Obiettivo NIKON AF-S 85mm f/1.8 G 

In alternativa ai suddetti obiettivi, è possibile usare gli zoom 18-200mm per le mezze formato e il 24-70 per le full frame. Fotografia: la sfocatura del Bokeh. Il dettaglio di un soggetto in un contesto sfocato

La foto dell’immagine di copertina è a cura di Gianfranco Cappuccini

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